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Un apprezzamento del Museo Tessile di Busto A.

pubblicato 11 mar 2012, 01:35 da Piero Sandroni   [ aggiornato in data 11 mar 2012, 01:38 ]
Il Professor Gianluca Poldi così scrive a Luigi Giavini, nostro Socio, scrittore, storico e grande artefice del Museo.

Gentile dott. Giavini, le confesso che il vostro museo del tessile mi ha molto colpito, per gli intenti storico-scientifico-didattici (e già si dice molto) e per la qualità dei pezzi esposti, di cui è evidente l'intrinseco valore, tra l'altro, di documenti tangibili dell'ingegno. Trovo molto interessante i diversi piani di lettura proposti, dall'antico al contemporaneo, dall'artigianale all'industriale, dalla storia locale (con nomi e cognomi) a quella più ampia, coinvolgendo anche le imprese del territorio.
Ovviamente tutto può essere migliorato, ma qui il livello è già molto alto. Molto opportuno anche il percorso per non vedenti: non vedranno purtroppo i colori dei tessuti, ma alcune lavorazioni e macchine possono "vederle" anche loro. Belli i temi dei laboratori proposti a bambini e ragazzi, accattivanti e ricchi di spunti forti di riflessione e apprendimento.
Quando una amministrazione comunale decide di impegnarsi per tener vivo (vivo, cioè attivo e non esangue) un simile museo, che non porta soldi in cassa, allora ci si sente rincuorati: significa che la qualità può premiare, e che esiste una attenzione alle origini e al passato, che serve anche a capire il presente e progettare il futuro. Fatto troppo raro, purtroppo!
Il non enorme Comune di Busto fa questo meritoriamente, e spero continui a sostenere il museo anche con l'adeguata pubblicità: lo si conosce troppo poco fuori di lì, eppure non ha eguali in Italia. Io mi auguro possiate e vogliate: 
- mettere a punto un bel sito web, anima della promozione odierna, e fonte importante di prima conoscenza,
- disporre di pieghevoli/volantini illustrativi da mandare almeno nelle scuole della Lombardia, o delle Province limitrofe,
- introdurre un punto vendita di libri dedicati al tessile e magari anche alla storia locale: così che possa crescere interesse, e le persone curiose possano approfondire, una volta lasciato il museo.
Penso poi che sarebbe utile, anche per attirare un po' di "grande pubblico", organizzare delle piccole mostre a tema, che abbiano per spunto la moda, o la storia, o la scienza, o la fantascienza (!), o l'arte contemporanea/del '900: pensi ai meravigliosi "tappeti" in panno-lenci e non solo di Depero, a quelli ricamati di Boetti, a Calder, ... penso che alcuni collezionisti italiani, senza andar troppo lontano e con le giuste garanzie, potrebbero prestare dei bei pezzi mantenendo contenutissimi i costi.
Qualche anno fa organizzai, insieme a colleghe del Dipartimento di Matematica della Statale di Milano una mostra al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano dal titolo "Matemilano" andando a caccia di "fatti matematici" nella quotidianità, dalle simmetrie, ai problemi di massimo e minimo, alla topologia, etc. Fu un notevole successo, tanto che la vollero, mutuandone il format, in Trentino ("Matetrentino"). Questo solo per dire che nei tessili ci sono tanti spunti anche di matematica, dalle decorazioni ai metodi di produzione, e non ci si pensò.
Sarei lieto se volesse comunicare queste righe all'amministrazione comunale per trasmettere nient'altro che l'apprezzamento di un visitatore. BRAVI!
"Sfruttatemi"pure per qualche conferenza sul crinale tra scienza-tecnologia e arte pittorica antica e moderna, se può esservi utile.
La e vi ringrazio per la lezione bustese (bustocca?) e mi auguro di tornare presto, 

Gianluca Poldi

dott. Gianluca Poldi, PhD
Università degli Studi di Bergamo
Via Pignolo, 123 (stanza 305)
24121 Bergamo


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